Il manifesto dei SempreVerdi Associati
Il gruppo SempreVerdi Associati si propone di difendere gli interessi di quella nutrita fascia di cittadinanza che non essendo giovani, famiglie o anziani è esclusa dalle politiche sociali e non ha una rappresentanza che ne porti avanti le esigenze.
Lo SVA deve il suo nome al fatto che è ancora curioso, esce la sera ed ha nel locale notturno il suo luogo di aggregazione, confronto e divertimento, frequenta concerti, spettacoli, mostre, va al cinema, a seconda dei suoi gusti e preferenze.
Non necessariamente single, non necessariamente appartenente ad un nucleo famigliare anche se può avere dei figli, è un contribuente, ovvero contribuisce economicamente al benessere della collettività nonostante spesso non veda politiche atte a sostenere le sue esigenze.
Questa categoria è già penalizzata dal fatto che vivere da single è più costoso che dividere ad esempio i pasti o il riscaldamento con altri, è in sostanza la categoria che spende di più a persona per le spese quotidiane.
Non si pensi che aver raggiunto i 40 anni significhi automaticamente essere un professionista affermato, ci sono molti 40enni costretti a vivere con i genitori, o in appartamenti condivisi, a causa del costo esagerato degli affitti e non avendo accesso alle politiche abitative.
Politiche sociali e residenziali
Vogliamo che il comune di Bologna inserisca nei programmi di edilizia sociale la ristrutturazione di edifici da suddividersi in tanti piccoli monolocali, con impianti comuni da pagarsi a millesimi e da affittare ad adulti soli a canone calmierato. Una stanza, un bagno ed un angolo cottura, così da venire incontro alle esigenze di autonomia degli adulti che vogliono vivere da soli.
Il gruppo SempreVerdi Associati si vuole far carico del problema del precariato a livello comunale, sollecitando l’amministrazione a pretendere contratti di lavoro stabile per i servizi che da in appalto. Alle gare d’appalto devono poter accedere solo le ditte che applicano contratti di lavoro a tempo indeterminato o parziale e non varie formule di collaborazione comprese le partite IVA con un solo committente che nascondono forme di lavoro subordinato.
Accesso alla città
E’ necessario premettere che per migliorare la qualità dell’aria e la vivibilità del centro i cittadini dovrebbero fare sempre più uso del servizio pubblico a discapito del mezzo privato. Non è facile però chiedere alle persone di prendere l’autobus, che implica brevi distanze da percorre a piedi, attese alle fermate, tempi più lunghi per raggiungere il luogo desiderato, quando il servizio pubblico è più costoso del mezzo privato. Soprattutto se al costo del mezzo pubblico si aggiunge il costo del parcheggio per chi viene da fuori città. Se desideriamo mutare le abitudini dei cittadini a favore del mezzo pubblico è necessario dare delle agevolazioni, partendo dal presupposto che chi utilizza l’autobus risparmia l’ossigeno che tutti respiriamo ed è quindi giusto che l’intera collettività vi contribuisca economicamente.
Esiste un progetto di Servizio ferroviario metropolitano che utilizza i binari già esistenti delle ferrovie suburbane, aumentando i punti di salita-discesa, per servire i paesi della cerchia attorno a Bologna. I lavori di questo progetto, iniziato nel ‘94, verranno completati ottimisticamente nel 2011. Non sono però stati stanziati i fondi per acquistare i treni. Oltre a chiedere con forza il finanziamento per rendere funzionale il progetto chiediamo che nell’area metropolitana siano aumentate le fermate (ora solo 8 sono previste) in modo da trasformarlo in un servizio metropolitano di superficie integrato con quello su gomma, usufruibile con lo stesso biglietto. Ricordiamo che esiste una linea ferroviaria in disuso che collega la stazione centrale con la fiera: se fornita di treni efficienti porterebbe il collegamento stazione-fiera a standard di efficienza europei.
La sera poi, se si desidera uscire per vedere uno spettacolo e bere un paio di birre con gli amici, è davvero scomodo ritornare a casa con i mezzi pubblici, nonostante la legge vieti severamente di guidare dopo aver assunto anche una minima dose di alcol. E’ pertanto necessario un servizio di trasporto pubblico notturno più frequente nella zona urbana, con corse ogni 30 minuti e almeno 7 linee che servano tutte le periferie. Il servizio va allargato anche ai paesi limitrofi, con almeno 2-3 corse durante la notte. E’ fondamentale offrire un servizio efficiente per iniziare a cambiare la mentalità, anche se nei primi tempi può essere in perdita.
Vorremmo inoltre un servizio di autobus serale-notturno, che potremmo chiamare “vivi la notte in sicurezza”, che colleghi i parcheggi scambiatori (Staveco, Tanari e anche il mai utilizzato parcheggio in via dell’Arcoveggio), la zona universitaria, il Pratello, i locali fuori mura che offrono concerti e musica da ballare, dal costo forfettario di 1 euro per tutte le corse di una notte. I locali collegati da questo servizio contribuiranno alla spesa in base alla loro capienza o redditività. Siamo convinti che questo tipo di autobus diventerà luogo di socializzazione e non mancherà di avere successo.
Il costo del servizio taxi inoltre è più elevato che nelle principali città europee. In attesa della liberalizzazione delle licenze che possa creare anche in Italia una vera concorrenza chiediamo l’aumento del numero delle attuali licenze nel comune di Bologna: in una città che si muove prevalentemente con gli autobus anche il servizio taxi vedrà un incremento dei clienti.
Proponiamo l’introduzione di una breve percorrenza a prezzo fisso, come ad esempio la Kurzstreckenpauschaltarif (tariffa forfettaria per breve percorrenza) a Berlino, che costa 4 euro fino a 2 chilometri. Un taxi di notte a Bologna prevede una base di partenza tra i 5.60 e i 7.90 da sommare al costo degli effettivi chilometri percorsi.
Come abbiamo anticipato i virtuosi che sceglieranno di lasciare l’auto nei parcheggi fuori dal centro e di usufruire dell’autobus pagheranno la tariffa dovuta solo fino a 3 ore, il costo rimanente sarà a carico della fiscalità generale.
La cultura
Lo SVA è uno dei principali fruitori e sostenitori dell’attività culturale cittadina. Sottolineiamo sostenitore perché per partecipare alle attività culturali spende denaro, contribuisce quindi a mantenere e generare posti di lavoro. Questo suo ruolo di motore dell’economia va agevolato come abbiamo detto attraverso un efficiente servizio di trasporto pubblico nelle ore serali.
La bolognesità ha le sue radici nel tortellino, nel dialetto, nelle tradizioni legate al territorio ma non dimentichiamo che caratteristica peculiare di questa città è la sua centenaria vocazione all’apertura, all’accoglienza di persone e culture provenienti da altri luoghi, dovuto all’esistenza dal 1200 della più antica università d’Europa. Bologna è stata scelta da molti come città ideale dove vivere, persone che sono arrivate a Bologna per studiare o lavorare e sono in seguito diventate bolognesi. Il fascino di Bologna risiede nella cordialità dei suoi abitanti, nelle sue osterie dove è facile la socializzazione, nei suoi molti eventi culturali possibili anche grazie ad apporti esterni. Questa vocazione di Bologna città della cultura e della facile socializzazione va rilanciata, dopo un decennio grigio che ha visto la chiusura di laboratori di creazione artistica quali il Link, luoghi dei quali si era fatta vanto la giunta Vitali e che erano quasi a costo zero per l’amministrazione comunale: spazi inutilizzati che gruppi di persone gestivano in autonomia anche economica.
Le zone del divertimento (La gestione della notte)
Auspichiamo la creazione di zone di socialità, come esistono in molte importanti città europee (Soho a Londra, Pigalle a Parigi, St. Pauli ad Amburgo …..) nelle aree che storicamente hanno avuto questa vocazione, via del Pratello e la zona universitaria, o anche in zone prevalentemente ad uffici, come via Marconi, dando ai residenti dei piani bassi con affaccio sulla strada un indennizzo per il disagio come viene fatto a coloro che vivono vicino alla stazione e subiscono i disagi della costruzione dell’alta velocità.
Nel lungo periodo si procederà tramite incentivi a far nascere in queste zone attività commerciali quali estetiste, parrucchieri, uffici e studi, in modo che coloro che non amano risiederci trovino un vantaggio economico nell’affittare o vendere il loro immobile a chi invece in quest’area troverà sicuri vantaggi.
Non siamo d’accordo sulla gestione che è stata fatta del problema del ‘degrado’ attraverso continue norme in senso restrittivo in via del Pratello o nella zona universitaria, zone che da secoli sono luoghi ad alta frequentazione notturna.
Le politiche repressive non risolvono il problema, lo spostano in altre zone o altri ambiti: ridurre gli orari di apertura dei bar sortirà l’effetto di maggior bivacco e consumo di alcolici nelle strade e nelle piazze, con il conseguente abbandono di rifiuti e il non utilizzo di servizi igienici.
E’ necessaria una politica di accordo e tolleranza reciproca, affrontando i problemi solubili e cercando un compromesso per altri di più difficile soluzione. La lamentela della cittadinanza, residenti, gestori di locali e avventori in coro, per l’utilizzo di vicoli come toilette deve venire affrontata in modo propositivo, attraverso la costruzione di moderni vespasiani e la messa in atto di una campagna di invito ad utilizzare i servizi nei locali anche dai non clienti, iniziativa da concordare assieme ai gestori degli esercizi.
Assessorato della Notte
Il mondo del lavoro divenuto flessibile ha fatto si che sempre più persone si muovano e lavorino come turnisti. Il trasporto pubblico, così come gli orari dei locali sono però ancorati ad una vecchia idea di lavoratore, che si alza presto al mattino e rincasa verso le 18. Sempre più lavoratori necessitano trasporti per rientrare dal lavoro dopo le 8 di sera così come esiste un folto gruppo che lavora la sera e ha l’esigenza di incontrare gli amici o mangiare anche dopo la mezzanotte. Se si pretende la flessibilità nel lavoro il trasporto pubblico e gli orari dei locali devono rendersi flessibili di conseguenza.
Per molte persone la notte è divenuta un momento da vivere esattamente come il giorno, per questo motivo sollecitiamo la costituzione di un Assessorato della notte, che si occupi delle problematiche legate a questa fascia della giornata sempre più piena di vita.
Non siamo disposti ad accettare la logica consumistico-repressiva che si aspetta da noi che lavoriamo, paghiamo le tasse, facciamo shopping per rimettere in moto l’economia e la sera rimaniamo in casa, magari davanti alla televisione, per dedicarci con maggior zelo alla prossima giornata di lavoro. Rivendichiamo il nostro diritto ad incontrarci, confrontarci, conoscere cose nuove e continuare a crescere come individui.
Sicurezza
Parlando di Notte viene automatico porsi il problema della sicurezza. La città deserta è insicura, le strade con locali aperti e gente che si sposta sono invece sicure. Chi si è mai sentito insicuro la sera in via del Pratello?
Per non lasciare sole le persone che si muovono nella notte abbiamo proposto il bus “vivi la notte in sicurezza”, che trasporta i clienti dei locali da un evento all’altro, in gruppo;
abbiamo proposto un trasporto pubblico notturno che copra meglio le zone periferiche, per ridurre al minimo i tratti da percorre a piedi in solitudine;
abbiamo proposto la tariffa forfettaria per il taxi di 4 euro per 2 chilometri, così da poter coprire l’eventuale distanza tra la fermata dell’autobus e la propria casa;
chiediamo un servizio di pronto intervento immediato, con pattuglie di polizia miste, dedicato alle donne e attivo dalle 8 di sera alle 8 del mattino, che possa essere chiamato anche se solo si è oggetto di molestie in un locale, per non correre il rischio che il malintenzionato aspetti fuori.
Queste proposte hanno un costo per l’amministrazione comunale, ma come si trovano i fondi per i circoli anziani e i giardini pubblici è doveroso trovarli anche per la gestione della notte: il SempreVerde ha nel locale notturno il suo luogo di aggregazione, confronto e divertimento e, come precedentemente sottolineato, è un contribuente, o meglio ancora rappresenta la fascia attiva della popolazione.
